Testata della sezione dedicata al volo del museo nazionale della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci.
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La Prima Guerra Mondiale
foto Bleriot

Durante la prima guerra mondiale vennero usati gli aerei?

Nei primi giorni di guerra gli aerei si incrociavano a distanza e ognuno proseguiva per il suo obiettivo. Poi qualcuno salì a bordo con la pistola d’ordinanza e provò a sparare i primi colpi. In breve tempo vennero montate le prime mitragliatrici. Tutto sommato gli aerei ebbero comunque un ruolo marginale: vennero impiegati per motivi propagandistici per il lancio di volantini, per lanciare piccoli ordigni esplosivi nelle trincee e per qualche breve combattimento aereo.

Con la mitragliatrice non si rischiava di danneggiare l’elica dell’aereo?

C’è chi scelse di posizionare la mitragliatrice più in basso, ma davanti aveva sempre quella maledetta elica. Soluzione molto empirica e un po’ folle: qualcuno applicò alle pale, sulla traiettoria della canna dell’arma, delle piastre di metallo che facevano deviare le pallottole. Poi venne messo a punto un sistema di sincronizzazione tra motore e pulsante di sparo: nacque così l’aeroplano da caccia.


Come si faceva a diventare "asso del volo"?

Durante la prima guerra mondiale veniva conferito il titolo di asso del volo a chi riusciva a vincere almeno 5 combattimenti aerei.


Chi fu il più famoso asso del volo?

Il più famoso asso del volo fu indubbiamente il Barone Manfred von Richthofen, noto come il Barone Rosso, schierato tra le fila prussiane. Raggiunse il numero record di 80 aeroplani abbattuti, ma nell’aprile 1918 anch’egli venne abbattuto, a soli 26 anni.


Chi furono i più famosi assi del volo italiani?

Gli assi italiani sono oltre 40, con in testa Francesco Baracca caduto dopo 34 vittorie. Seguono Scaroni con 26, Piccio con 24, Baracchini con 21. C’è anche un sottotenente dei carabinieri, Ernesto Cabruna, con 8 vittorie.