1918
Nell’ aprile 1918 viene abbattuto, a soli 26 anni, il Barone Manfred von
Richthofen noto come il Barone Rosso. Con il numero record di 80 aeroplani abbattuti
è probabilmente il più famoso aviatore della prima guerra mondiale.
A Bagnoli vola per la prima volta il
Ricci R-6, un piccolo triplano
pilotato da B. Albertazzi.
Il 4 novembre 1918, il corpo aeronautico militare italiano, alle dipendenze
dell'esercito, ha circa 1.800 aeroplani e una ventina di dirigibili operativi.
Al termine del conflitto le fabbriche italiane di aeroplani sono 27, quelle
di motori 18, di eliche 62, più altre 62 per riparazioni. Durante la
Grande Guerra le industrie aeronautiche del Belpaese costruiscono in totale
12.251 aeroplani, oltre 30.000 motori e circa 3.000 aerei scuola.
L’ 11 novembre 1918 viene firmato l’armistizio. I piloti e gli
ingegneri aeronautici cominciano a trasformarsi in uomini d’affari; i
bombardieri vengono convertiti in aerei passeggeri, facendo così di fatto
nascere l’aviazione civile.