North American T–6G Texan | 1940
| Caratteristiche |
| Apertura alare | 1281 cm |
| Lunghezza | 884 cm |
| Altezza | 358 cm |
| Peso totale | 2408 kg |
| Velocità massima | 338 km ⁄ h |
| Velocità di crociera | 270 km ⁄ h |
| Autonomia | 560 km |
| Quota di tangenza | 6550 m |
L'addestratore Texan T 6 è, insieme al Dc 3, il più diffuso e più longevo dei veicoli americani
ed è tra quelli che hanno avuto una parte importante nell'attività dell'aviazione italiana. Dopo la seconda guerra mondiale
sul T 6 si sono addestrati praticamente tutti i piloti militari dei paesi della NATO. L'NA–16, il primo della famiglia di questi aerei d'addestramento
della North American, iniziò i voli nell'aprile del 1935 e attraverso versioni successive
fu prodotto in migliaia di esemplari (oltre 16500) per le forze americane e per quelle del Commowealth. Nel dopoguerra i
Texan vennero sottoposti a un programma di ringiovanimento che portò a unificare un nuovo standard, identificato con la
sigla T 6G. Dal 1945 la diffusione del T 6 nel mondo è stata eccezionale e si è estesa dall'Europa all'Africa, al Medio
Oriente, al Sud America. In Italia il primo T 6 arrivò nel dicembre del 1948: venne adottato, con varie versioni, dalle
scuole di Lecce, Alghero, Cagliari e fu assegnato anche alla Scuola Istruttori passando poi in carico alle squadriglie da
collegamento di alcuni reparti operativi. I T 6 vennero radiati negli anni Settanta. Il T 6 del Museo è stato impiegato dal
reparto di volo della 1° Regione Aerea e porta i codici RM–18.